Web news

A Parigi una piscina scaldata dai computer

Nel quartiere di Butte-aux-Cailles, nel cuore di Parigi, è nata la prima piscina al mondo il cui riscaldamento è interamente recuperato dal calore generato dai data center.

I data center sono delle infrastrutture IT che forniscono i più comuni servizi di Internet attraverso lo stoccaggio di grandi moli di dati. Lo stoccaggio avviene in apparecchi dedicati chiamati server e si stima che il consumo di questi, sommato ai loro impianti di raffreddamento, influisca del 2% nella produzione mondiale di CO2.

Al di sotto della piscina di Butte-aux-Cailles sono stati collocati i grandi server del centro dati che, invece di utilizzare i tradizionali impianti di raffreddamento ad aria, utilizzano l’acqua della piscina riuscendo a mantenerne la temperature a 27 °C.

I server sono immersi in un bagno d’olio dielettrico (che non conduce elettricità, ma è un’eccellente fluido termovettore), accoppiati termicamente al sistema di riscaldamento della piscina con un anello doppio scambio, riescono a mantenerne la temperatura della stessa a 27 °C.

La società Stimergy, che ha sviluppato questo nuovo impianto, ha dichiarato che esso permette di risparmiare circa 45 tonnellate di CO2 ogni anno. Non solo: nel 2016 gli abitanti della Rue Piossonnière avevano denunciato la Zayo, l’impresa americana che gestisce il centro dati in questione, per il fastidioso rumore che emettevano le macchine server e gli impianti di ventilazione (ogni giorno, 24h su 24h, senza sosta). Il nuovo sistema ha invece portato l’inquinamento acustico allo zero.

Si tratta di un ottimo esempio di come un’azienda può integrarsi al tessuto sociale attraverso la realizzazione di idee e tecnologie innovative che rafforzano il benessere della comunità e dell’ambiente, non senza ingenti risparmi economici (235 MWh all’anno!).