Pensieri e parole

Le parole sono cave

Televisione

La mia regione è stata stuprata da una urbanizzazione illogica ed è vittima dei primi veri effetti del cambiamento climatico. Ma esiste chi nega, chi ignora, chi dimentica e chi se ne fotte.
Il flusso di informazioni è così fitto da esserci già dimenticati del ponte Morandi e delle vittime delle innumerevoli alluvioni (l’elenco potrebbe continuare all’infinito, chi ne ha più ne metta).
Ora di cena. Davanti al televisore sbracciamo, ci impressioniamo e ci autoconvinciamo di non poter fare nulla. Ripetiamo “Che mondo di merda che sta diventando” e aspettiamo la notizia successiva per ripetere il ciclo e ripeterlo ancora: “Che mondo di merda che sta diventando”.
Nel frattempo nella tavola inghiottiamo veleno mascherato da cibo. Verdura che non sa più di verdura, carne che non è più carne.
Ci mettiamo a letto, alziamo gli occhi al cielo e preghiamo speranzosi con un bel “Signore, fa che non succeda più un disastro del genere” mentre i rombi dei motori risalgono dalla strada.
Le parole sono cave, per riempirle bisogna togliere da qualche parte.