Pensieri e parole

L’uomo non merita la Terra, me incluso

L’uomo non merita la bellezza del pianeta, nessuno escluso. Di questo me ne convinco ogni giorno.

Il mio voto al referendum di ieri è stata una scelta meditata, difficilissima e combattuta tra questioni sociali, questioni etico-politiche e questioni ambientali.

Per quanto quel “Sì” non avrebbe eliminato tantissimi problemi (né le trivelle, né l’uso del petrolio/gas), vi era una grande carica simbolica e quando ho tracciato quella X ho comunque creduto di tracciare un segno profondo.

Purtroppo molti italiani sono bravi a lamentarsi del degrado della politica, della distanza dal popolo di questa, dei bei tempi andati ma poi, nei fatti, quando gli viene data una possibilità concreta di dire la sua, preferisce godersi la sua domenica in un centro commerciale.

Perché ho votato

Premessa: è un dovere di cittadino.

Le ragioni del no e le ragioni del sì si scontravano fra di loro, ho scelto analizzando la cosa “da più lontano”. Ho votato “Sì” perché il cambiamento climatico esiste, lo vedo, lo sento ed è vicino quanto è vicino l’esaurirsi dell’oro nero. Ogni giorno quando assumo un comportamento che prevede l’uso di “energia” mi si catapulta nella mente questo grafico:

grafico gas serra

Il grafico, tratto da “Il clima che cambia” di Carraro e Mazzai,  si commenta da solo e rappresenta le concentrazioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto nel corso degli ultimi 2000 anni. Tutto normale, non è vero?

La concentrazione di C02 in atmosfera è aumentata del 40% negli ultimi 100 anni causando un aumento della temperatura media globale della superficie terrestre di 0,8 °C dagli inizi del ‘900. Con questo ritmo l’aumento della temperatura raggiungerebbe i 3,7-4,8 °C alla fine del nostro secolo rispetto alla media 1850-1900.

Inoltre, dato pazzesco, è che la concentrazione di gas serra in atmosfera ha superato le 400 parti per milione. In 800 mila anni (ere glaciali incluse) non aveva mai superato le 300 parti per milione. Perché dire no ad una manciata di trivelle?!?

Proseguiamo…

Nella tabella seguente, tratta da “L’era dello sviluppo sostenibile” di Sachs, è possibile osservare alcune caratteristiche dei gas serra principali come la sopravvivenza in atmosfera delle molecole e il forzante radiativo. La CO2, per esempio, rimane a lungo nell’atmosfera, tra i 59 e i 200 anni e neppure le piogge sono in grado di diminuirla o riportarla sulla superficie terrestre. Il forzante radiativo dei GHG ovvero la capacità di intrappolare calore viene misurato in unità CO2 equivalenti. Per esempio ogni molecola di N2O viene conteggiata come l’equivalete di 296 molecole di CO2.

Questo, sommato ai dati precedenti, vuol dire che anche se interrompessimo oggi stesso le emissioni gas serra i primi effetti positivi si avrebbero tra almeno un secolo.

Alcuni luminari del “No” dicono che in Italia non estraiamo petrolio ma gas naturale…

Mi chiedo: ma che differenza c’è? il gas naturale una volta bruciato è un arbre magique? Sempre gas serra rilascia…

Cito Al Gore, dal suo film-documentario “Una scomoda verità”

Al Gore Bilancia oro o pianeta?

Qui abbiamo una bilancia che pesa due cose diverse, da una parte abbiamo dei lingotti d’oro. Non sono fantastici? Cosa darei per uno di quei lingotti d’oro! Sull’altro piatto della bilancia c’è l’intero pianeta…

Secondo i dati dell’Intergovernamental panel on climate change (IPCC) attualmente l’energia prodotta da fonti rinnovabili si attesta al 12,9%. E’ dato interessante sì, ma non credete che può essere fatto ancora molto?

composizione fonti di energia mondiale

A poche ore dalla chiusura del referendum

Poi, a poche ore dalla chiusura del referendum (erano le 19.30), il titolone del Secolo XIX “Si rompe un tubo, sversamento di petrolio nel Polcevera” e poi, stamattina, “La massa di greggio arriva in mare la Procura sequestra impianto Iplom“.

E allora ti chiedi… sotto le case di quanti italiani deve succedere (e speriamo non accada mai) prima che il tema delle energie e dei cambiamenti climatici sia davvero sentito?

La rotta non è quella giusta cari amici e lo sappiamo da troppo tempo per permetterci il divano la domenica del referendum, che sia per il “Sì” abrogativo o per il “No”. Un referendum non risolve i problemi, ne sono cosciente ma chi è mancato alle urne, secondo il mio umile parere, è mancato di umanità, è stato egoista e, soprattutto se appartiene a quella categoria di italiano dal lamento facile, forse, non meriterebbe la nostra tanto sudata democrazia.