Pensieri e parole

Smettila di giudicare e vivi

puntare il dito

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

Luca 6, 41-42

La gente non conosce la realtà, critica i fatti così come gli vengono mediati da un televisore. Le persone criticano le azioni di altre persone senza considerare minimamente i dolori che ciascuno si porta dentro.
Personalmente, certe volte, preferisco ignorare la realtà perché credo di non poterla mai conoscere davvero e mi limito a coltivare quel misero pezzetto di “visibile” senza disturbare mai: Ciò che non mi tocca (e né lo farà mai) può proseguire serenamente il suo corso, senza il mio intralcio.
Ipocrisia? No. Ho una vita troppo breve per concentrarmi sul gossip, sul ricordare i gol di ogni singolo giocatore di calcio, sul puntare il dito contro un immigrato senza conoscerne la sua storia, sul ricordare le capitali di ogni singola nazione… Bisogna vivere da semplici e da umili, sfruttare il progresso e la tecnologia per fare qualcosa di serio (anche per se stessi, se questo fa stare bene), essere ricordati come uomini d’onore e profonda cultura.

Mi viene d’aiuto il dizionario Treccani e la sua definizione di cultura:

L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo.

Cultura perciò non significa semplicemente conoscere la realtà, ma saperla accettare e apprezzare.
Non molto tempo fa ho letto un libro su come comunicano le piante (Stefano Mancuso e Alessandra Viola, Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale) e mi sono sentito così piccolino nell’immaginare che anche un filo d’erba apparentemente inerte possieda meccanismi così complessi da provare dei sentimenti, comunicare con i suoi simili, con gli insetti e combattere altre mille battaglie. Eppure le piante non mi hanno mai disturbato ne giudicato, neppure mentre le calpesto, anzi, vivono la loro giornata e forse mi salutano senza che io sappia ricambiare.
La verità è che siamo degli esseri stupidi e meschini, capaci solo di accatastare costrutti sociali su altri costrutti sociali e inutili parole per riempirci di ego; troppo attenti alle mode, ai tempi e poco all’anima.
Per questo il mio messaggio di oggi è: Amate la vostra famiglia, benedite l’uomo che ha inventato il pane, la pasta e le patatine fritte, studiate, vivete la vostra vita/giornata, e smettetela di giudicare.